sabato 15 maggio 2010

Ragno (poesia)


Come il ragno
che sputa veleno e si allontana.
Così tu fai
lasciandomi l'eco amara e sorda
delle tue parole.
Lame taglienti e penose
stordiscono e stupiscono.
Esasperata inadeguatezza
e rantolo di fumo.
Ti odio nei tuoi discorsi
che parlano di noi, e rimproveri
la mia assenza, e te ne vanti.
Reclami rispetto, offendendo
più volte il mio amor proprio.
Tono duro, voce bassa
e vittimismo incomprensibile.
La farsa non ha fine
e sai di ferirmi. E più lo sai
e più ti fa male, ma m'incolpi per questo.
Come posso io vivere
col veleno in corpo?
Non posso muovermi
non posso pensare.
Grazie a te ho imparato a sognare,
alienarmi nella finzione
tra vapori di lacrime e sonno.