lunedì 3 maggio 2010

Marea


Un tuffo
e annego.
Combattendo la mia anima,
soffocando nei pensieri che affollano questo mare.
Angoscia per la mancanza
sollievo per l'assenza.
Non è facile riaversi e respirare,
battere i piedi per tornare a galla,
inspirando aria nei polmoni e trattenerla.
Trattenerla per affrontare l'abisso verso il quale
lentamente mi abbandono.
Interminabile prosegue il gioco
e indipendente, come le onde del mare.
Ma io affioro e mi immergo.
Ma io respiro e mi bagno.
Ma io mi alzo e mi abbasso,
e soffro e sorrido.
Cullandomi domino cresta e ventre,
affinchè il gioco non si estingua.
E inchiodata al mio destino
guardo l'orizzonte e canto.
Sono la marea.